Ciao Papà

Che cos’è la morte per chi rimane Se non il più grande dei quesiti? Non è forse vero che buona parte del dolore Non è altro che assenza di risposte? Dove sei? Dove sei andato? Perché tu? Perché a me? Perché non hai fatto nulla per evitarlo? Avresti potuto? Avrei potuto fare qualcosa? Che cosa? Perché non ho fatto niente? Come ho potuto non fare nulla? Ti ho mai detto di volerti bene? Te ne sei ricordato un attimo prima di andartene? Ti ricorderai di me? Ti ho dimostrato a sufficienza il mio affetto? Come stai? Cosa si prova a … Continua a leggere Ciao Papà

Trump & Huawei

https://www.corriere.it/tecnologia/19_maggio_24/huawei-trump-apre-pericolosi-ma-potrebbero-rientrare-un-intesa-la-cina-1d02a8dc-7df2-11e9-8696-ab199d13546c.shtml Trump blocca Huawei. Il motivo? Il colosso tecnologico cinese risulta essere un problema per la sicurezza degli americani: i dispositivi cinesi raccoglierebbero informazioni per il governo asiatico. Il che mi fa sorgere un enorme dilemma: quando uso un Huawei con Android i miei dati vanno a finire prima in Cina o negli USA? “Ok Google, pausa bagno”. Ora entrambi i governi sanno che a metà di questo post mi sono alzato per andare ad urinare. E’ il solito caso giuridico del bue che dà del cornuto all’asino. Caro amico arancione, ma tu hai mai usato un qualsiasi dispositivo Android … Continua a leggere Trump & Huawei

Albedo

In albedo di vita mia l’orbe stolto scelsi, il bagliore scemo seguii. Per dolori e rovi mi condusse sino a ripa di burrone. Quivi con li occhi all’aere rivolti serpeggiai danzante su ‘l confine, pascendo me stesso d’illusione, m’estasiai d’apparenza degli incuranti traumi disaccorto. Ma lo buon astro che d’esistenza mia si cura inciampar mi fe’ e lo capo il suol baciar. Tosto che li occhi apersi scorsi un orbe argenteo funger da specchio ad altro lume. Seppi allor quanto errato avessi, dei dolor m’accorsi, ma ad essi un maggior ne aggiunsi. Rivelatomi che la risorsa mia gettai, sconforto e … Continua a leggere Albedo

About me

Salve a tutti, dovrei cominciare dal nome, ma ho scelto di non rivelarlo, non per ora quanto meno. Comincerò dal soprannome dunque: K0, 0 come Zero, non come Otranto. Ho superato ormai da qualche anno la soglia dei trenta, ma quella dei quaranta è ancora lontana. Vivo a Milano. Ci sono anche nato a Milano, ma ho origini mediterranee, come molti “Milanesi” ormai. Lavoro da molti anni nel centro storico della città anche se l’augurio è quello di cambiare presto. Adoro gli animali, su tutti le capre e i gatti, ne ho due (gatti), un maschietto e una femminuccia. Due … Continua a leggere About me

Case Chiuse – 2019

Si chiamano case chiuse per via dell’obbligo a cui erano tenute: persiane e tende chiuse per motivi di ordine pubblico. Era il 1859. Ne è passata di acqua sotto i ponti. Così come di festini ad Arcore. Dopo 160 anni potremmo essere pronti a riparlarne. Dai che ce la facciamo. Dai che domani scopriamo anche il fuoco. Credo in noi. Riaprire le case chiuse. Al netto del gioco di parole bisogna chiedersi se può essere davvero una buona idea, senza pregiudizi morali, senza limitarsi a quel velo di apparenza sociale ormai spesso chilometri sotto il quale soffochiamo lentamente ogni giorno. … Continua a leggere Case Chiuse – 2019

Il piercing al naso – Il septum

Alias l’anello da mucca.  Ho fatto il piercing al naso questo novembre, sei mesi dopo sono qui a condividere alcune considerazioni. Magari a qualcuno possono tornare utili. Magari no. Ho deciso di farlo un po’ d’impulso, ma ci ho pensato tantissimo prima. Il septum è una di quelle cose che volevo fare da sempre, ma come molte altre idee, anche quella del piercing al naso era sempre rimasta ferma, incastrata in qualche angolo remoto del mio cervello, infangata in qualche paranoia. Non che io avessi paura degli aghi: avevo già diversi tatuaggi e un paio di buchi alle orecchie. Semplicemente … Continua a leggere Il piercing al naso – Il septum

Lavorare nei rossi: il lavoro domenicale

“E il settimo giorno Dio si riposò da tutte le opere che aveva portato a termine”. Persino Dio la domenica, per definizione il suo giorno, il giorno del Signore, non lavora. Anzi, si gode le meritate preghiere e adorazioni. Tornano ciclicamente in auge le discussioni sul lavoro domenicale e festivo in genere, se sia giusto, quanto andrebbe retribuito, se e come andrebbe limitato, se porti o meno benefici all’economia e in caso affermativo a discapito di cosa. Partiamo dalla ratio che sta alla base dell’ufficializzazione di tutto, la ragione per cui ad un certo punto si è voluto investire a … Continua a leggere Lavorare nei rossi: il lavoro domenicale

Sekhmeth

Non sento il dolore delle ossa rotte, Non il bruciore del sudore sui tagli lungo la mia pelle, Non la fatica della corsa nei miei muscoli, Non il fastidio della tempesta di sabbia nei miei occhi, Non il peso di un incoerente giudizio. Il mio essere colma sé stesso fino all’esplosione, Espandendosi come sole inonda ciò che lo circonda, La non curanza spezia un’energia antica, Sempre nuova, sempre vulcanica. Non v’è distesa impercorribile, Non v’è ostacolo imbattibile, Non v’è nemico insopprimibile, Non v’è fato irreversibile. V’è solo potenza, V’è solo moto, V’è solo obiettivo, V’è solo fuoco. Continua a leggere Sekhmeth

Il canto del cigno

Sono un cigno che muore. Chiuso in un angolo di questo mio lago ghiacciato raccolgo le ultime forze per esalare il mio unico ed ultimo canto. Nascosto alla vista di tutti permetto che il mio lamento si libri libero nell’aria lasciando al mondo l’opportunità di ascoltarmi, ma non di veder morire il mio animo. L’acqua è gelida e sembra aumentare di livello o forse sono io che non ho più la forza di nuotare, l’aria si allea con essa per rincarare il freddo che ormai non si limita più ad intaccare solo il mio corpo, il mio piumaggio. La luce … Continua a leggere Il canto del cigno

A Beatrice Portinari

Qui giace l’Amore, sotto un debole raggio di sole, sotto una rosa senza candore, sotto una gelida lastra di marmo veglia eterna di un fragile corpo i cui teneri piedi purtroppo mai più si bagneranno delle acque dell’Arno. Dietro la vista annebbiata di un umido ed incessante pianto, accanto ai petali di una rosa spiumata sopra un volto un tempo così spesso amaranto. Reclama ogni dono il buon Dio, figurarsi il più bello! Ti avrei alla morte celata con un vello o essa convinto che sua scelta foss’io, se solo la sua nemica costretto non m’avesse di lontano da te … Continua a leggere A Beatrice Portinari