Notre Dame de Paris

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Il 15 aprile 2019, durante un restauro, la famosa cattedrale parigina è vittima di un incendio che persisterà diverse ore fino a danneggiare la struttura della stessa chiesa. Grande idea Kappa, gran bella idea: un post su una delle più famose cattedrali del mondo giusto nel giorno della Pasqua. Ti piace stuzzicare il tribunale dell’inquisizione, eh? Per fortuna il medioevo è finito. Anche se a volte ne dubito. Ma torniamo a noi. Mi sono preso qualche giorno per documentarmi un po’ su questa struttura che purtroppo non ho fatto in tempo a visitare nella sua interezza (mi piace il gotico – no, non sono un emo). Come sempre ho trovato la pagina di Wikipedia ben fatta, la linko qui di seguito per i nostri pigri lettori (di cui io faccio parte): https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Notre-Dame. Per i più pigri di sempre invece faccio un breve riassunto della storia dell’edificio, ma davvero, spendete qualche minuto per leggere l’intera pagina. Originariamente nel luogo in cui sorgeva Notre Dame vi era un tempio pagano, dedicato a Giove, a cui la Chiesa Cristiana ha ben pensato di sovrascrivere un paio di chiese, quella di Santo Stefano e quella di Nostra Signora. Non è né il primo né l’unico caso, ma anzi per un pezzo è stata abitudine di questo meraviglioso movimento religioso piazzare i propri luoghi di culto esattamente sopra quelli preesistenti di fatto cancellandoli dalla faccia della Terra irreparabilmente – ma la gente si strappa i capelli se un incendio danneggia anche solo una parte di un edificio pressoché “Moderno” in confronto a ciò che esisteva in precedenza. Dico “Moderno” perché la prima pietra della chiesa viene posata solo nel 1163 (dopo aver demolito le due chiese costruite in precedenza – a proposito di abitudini). La decisione viene presa per far fronte all’aumento della vendita degli abbonamenti della fede Cristiana, dunque diviene necessario costruire uno stadio più grande. Nel medioevo Cristo andava forte. In Europa era pressoché l’unica squadra o, per lo meno, la più forte. Scudetto e Champions garantite ogni anno nonostante il cambio degli allenatori. Bei tempi. Le prime modifiche strutturali vengono apportate già nel 1250. Neanche 90 dopo l’inizio dei lavori. Neanche la Salerno-Reggio Calabria. La cattedrale gode quindi di qualche anno di serenità fino a quando, dal Rinascimento in avanti, vengono apportate piccole modifiche per adeguarla al gusto estetico delle varie epoche fino ad arrivare alla Rivoluzione Francese. Durante questi anni bui (siamo alla fine del 1700) la chiesa viene saccheggiata e lasciata cadere in degrado. Fortunatamente con l’avvento del 1800 la struttura viene sottoposta a vari restauri che la riporteranno in auge e la condurranno fino a metà del 1900 quando verranno apportate e rimosse una serie di piccole modifiche, più o meno artistiche. Gli ultimi lavori che vanno a modificarne l’ossatura risalgono al 2004. Come detto in testa al post, il 15 aprile un incendio durato diverse ore ne intacca la struttura facendola in parte crollare. Nota molto interessante è la proprietà dell’edificio, questo infatti appartiene alla Francia e non alla Chiesa Cattolica a cui il governo francese ne ha solo assegnato l’utilizzo. Le operazioni di restauro spetteranno dunque allo stesso governo che ovviamente ha preso la palla al balzo per promettere che il tutto avverrà nel minore tempo possibile, giusto qualche anno. “Ricostruiremo!”. Speriamo che in Francia ci mettano meno che in Italia. Il mio sincero augurio è che la cattedrale che ha già visto nel corso della sua storia una serie di modifiche e restauri si rialzi più bella di prima e che per essa il fuoco non risulti essere niente altro che una fonte di rinascita ed evoluzione.

Ovviamente non è mancata la parte social che è andata ad accompagnare l’avvenimento. Prima di lasciare gocciolare il mio veleno vorrei spendere qualche minuto per condividere un pensiero. È comprensibile l’attaccamento all’edificio, sia come luogo di culto, sia come struttura storica. È comprensibile l’orgoglio di una nazione che si sente ferita quando parte della sua storia viene letteralmente bruciata ed è comprensibile anche la solidarietà che il resto del mondo si ritrova ad esprimere più o meno adeguatamente. Tutto questo però non è forse un eccessivo attaccamento al passato? Mi spiego, se Notre Dame (in questo caso, ma lo stesso discorso vale per ogni edificio storico) fosse stata rasa completamente al suolo e al suo posto, invece di ricostruire una cattedrale più o meno simile o una completamente diversa, venisse costruito un edificio di pubblica utilità, come un ospedale o un asilo o un centro di ricerca per malattie rare, non avremmo comunque fatto del nostro dolore, della nostra ferita, un punto di forza? Ricostruire un edificio non è una sorta di imbalsamazione di qualcosa che purtroppo ormai ci ha già lasciati? La chiesa non sarà più la stessa, lo stesso vale per le torri gemelle e lo stesso tempio di Giove sepolto ormai sotto le macerie. Non è forse un volersi illudere di un passato che non finirà mai il voler ricostruire qualcosa che è andato distrutto? Il passato in quanto tale è giusto che risieda nella nostra memoria, forse in questi casi sarebbe meglio prenderne atto ed andare avanti. Guardare al presente e alle sue esigenze e quindi al futuro piuttosto che al passato, per quanto romanticamente possa riposare nella nostra mente e nel nostro cuore. A volte ci fossilizziamo.

A proposito di presente. Come sempre i social hanno mostrato la duplice natura umana: la speranza che qualcosa di buono ci sia, come i sinceri dispiaceri di molte persone e le donazioni che molti enti hanno deciso di disporre a favore della ricostruzione, ma anche il solito trash del becero partecipante del social di turno. Ragazzi, cari ragazzi, non vi farà scopare di più un post su facebook in cui piangete con un’emoji la disgrazia di turno e neanche un photoshop  di una vostra foto con lo sfondo di Notre Dame in fiamme. Ho invece un suggerimento per tutti quelli che hanno detto che avrebbero preferito bruciare loro stessi piuttosto che la famosa chiesa parigina: fatevi prestare un accendino da un amico se non fumate e liberateci, non dal male, ma da voi.

Buona resurrezione.

K0

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