Pornhub e gli Avengers

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Porno e supereroi. Superata la soglia del 2000 sembra che la nostra società non riesca a fare a meno di nessuna delle due. E’ il 24 Aprile 2019 quando nelle sale cinematografiche esce l’ultimo capito di Avengers: Endgame. Era Ora – oh raga, non c’è la scena finale dopo i titoli. E’ ufficialmente scissione tra gli schermi italiani: quelli cinematografici si dedicano con passione a uomini e donne dotati di superpoteri, i monitor dei personal (in questo caso più che mai) computer invece a uomini e donne super dotati. La televisione invece si limita ai soli Uomini e Donne.

Mi limiterò a parlarvi dei primi due. Ringraziate pure il vostro Dio|i vostri Dei, ma non ho intenzione di affrontare oggi le tematiche dei programmi televisivi italiani. Ho appena finito di mangiare.

Qualche mese fa il famoso sito pornografico Pornhub ha rilasciato in rete lo spaccato delle tipologie, forse in questo caso è meglio parlare di categorie, più viste dai due sessi (quelli classici, patatina e pisellino, per intenderci). Qualche giorno fa, come dicevamo, è invece iniziata la scalata al successo, previsto e prevedibile, dell’ultimo capitolo della Marvel (io preferisco DC). Mi sono dunque chiesto se ci potesse essere o meno un ipotetico luogo di incontro di questi due fenomeni di massa che indubbiamente caratterizzano la società odierna. Ho superato presto, per fortuna, il pensiero dei milioni di nerd che sicuramente si sono toccacciati alla vista di Scarlett Johansson quasi interamente ricoperta di latex nero. Come biasimarli. Ho cercato quindi di capire quale bisogno potesse esserci alla base di ognuno di noi nel decidere se alzare lo schermo del laptop o andare al cinema con gli amici. Sì, bisogno, perché sono fermamente convinto che alla base di ogni azione umana ci sia sempre una necessità del proprio subconscio o animo. Chiamatelo come volete. Ebbene, dopo qualche elucubrazione sono giunto alla conclusione che andiamo al cinema a guardare i supereroi e ci tocchiamo davanti al nostro monitor per una sorta di costrizione in cui siamo costretti a vivere, un mancato soddisfacimento dei nostri bisogni intimi, sessuali e non. Davanti ai due schermi soddisfiamo quelle pulsioni che durante la nostra vita pubblica siamo portati invece a soffocare per non rischiare di metterci in gioco e per paura di essere mal giudicati.

Ricerchiamo nel porno tutto ciò di cui manca la nostra sessualità, quel che vorremmo vedere, sperimentare e di cui abbiamo paura di parlare con le persone che ci circondano, le nostre|i nostri compagni. Vorremmo farci la madre del nostro migliore amico, la 40enne di turno, ma solo finché i 40 non li hai tu perché poi si passa a cercare le, neanche, 20enni e quindi via di Milf e Teen; vorremmo che la nostra compagna ci prendesse il membro in bocca o nell’ano, ma non osiamo chiederglielo e quindi via alla ricerca di BJ e anal e così via. (Breve storia triste – ma vera – Pechino si traduce “Beijing”, quindi in Cina troverete le classiche magliette “I Love NY” con la dicitura “I Love BJ”. No, non ne ho comprato un intero stock). Per non parlare di omosessualità e threesome.

Chiediamo invece ad Hollywood di farci sentire Eroi, di permetterci di immedesimare noi stessi  con qualcuno che sì, ha qualcosa in più di noi (non parlo di centimetri, caro Rocco), ma che allo stesso tempo abbia qualcosa in cui possiamo riconoscerci e dunque empaticamente emozionarci. Tra i motivi di successo dei vendicatori c’è sicuramente la loro eterogeneità: persone con problemi di gestione della rabbia, miliardari senza alcun potere se non quello dei dollari, donne che riescono a tenere fisicamente testa a qualunque uomo, uomini ricolmi di morale e patriottismo e ovviamente il cattivo di turno in cui rifugiarci quando ci sentiamo poco voluti dalla società. Tutti però sono riuniti per fare del bene. Persino il cattivo ad un certo punto si accorge di aver fatto una cazzata e di aver fatto pipì fuori dal vasino tornando dunque sui suoi passi. In una società che non fa altro che renderci egocentrici, tra un autoscatto e una storia di 24 ore, poco è il tempo che ci rimane da dedicare agli altri e soprattutto costa fatica e coraggio, quindi non lo facciamo. A fine serata, ovviamente ben documentata su ogni social, ci basta dare la buonanotte ai nostri follower e soddisfacendo in piccolo il nostro desiderio di piacere agli altri riusciamo a prendere sonno e ripartire l’indomani. Come dei criceti dentro le loro ruote. Ma miei cari ho una brutta notizia da darvi: quel figlio di puttana del vostro subconscio non dorme mai e lui lo sa che non siete stati dei bravi bambini e che la befana vi porterà solo una valangata di merda. Cerca quindi di mandarci dei segnali: “Hey, ma se facessimo una buona azione? Volontariato? Ascoltare gli altri? Donare una rata del tuo smartphone a qualche associazione no-profit?”, ma è troppo tardi ormai, abbiamo già postato la foto della colazione da Starbucks. Quindi si apre una piccola voragine dentro ognuno di noi, cerchiamo di buttarci sopra qualche selfie, qualche minigonna in discoteca, un po’ di sesso occasionale grazie a Tinder, ma è come appoggiare una foglia su un pozzo. “Cazzo almeno portami a vedere i supereroi, almeno posso immedesimarmi e far finta di avere un involucro migliore! Il subconscio di Gandhi continua a scassarmi le palle ché non faccio mai nulla di buono, dammi tregua”. Bro, con soli 10€ puoi sedare il tuo animo! E’ un’occasione unica! Solo per le prossime 40 telefonate! Tutti al cinema.

Dolci lettori, andate al cinema e toccatevi davanti ai porno, non sarò io a giudicarvi, ma siate sinceri con voi stessi, perché ce ne vogliono parecchie di foglie prima di riempire un pozzo che si autoalimenta. Mettetevi in gioco, parlate e sperimentate, fate uno scatto in meno, prendete la versione lite dello smartphone e donate qualcosa in più, fate qualcosa per gli altri. Già che ci siete andate anche in palestra perché la Pasqua non è stata clemente con nessuno.

E ricordatevi: quello stronzo dentro di voi non dorme mai e vi giudica di continuo.

Buona notte followers (se riuscite a prender sonno).

K0

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