Le modelle di H&M 2019

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Maggio 2019. In pieno clima invernale il famoso marchio di abbigliamento H&M lancia una campagna pubblicitaria per la sua nuova linea di costumi. Coraggiosamente in maniera triplice. Innanzitutto la scelta del periodo: nonostante ci troviamo ormai in primavera ufficialmente più che inoltrata, il clima ti fa venire voglia di tutto fuorché di metterti in costume per andare in spiaggia, mi sa che la primavera quest’anno è rimasta a letto, non dev’esserle suonata la sveglia. In secundis la scelta dei costumi: lungi da me ergermi a fashion blogger, ma ragazzi prima di notare la pancetta e lo speck della modella l’occhio chiede pietà per le fantasie dei costumi, a una povera ragazza hanno pure arrotolato in vita una pelle di giaguaro, ma questa, viste le temperature, potrebbe non essere poi una scelta così sbagliata. Terzo e più importante la scelta delle modelle: per la prima volta non sono delle fighe astronomiche, ma anzi sono ragazze “Curvy”, “Normali”, con smagliature e cellulite. Sia chiaro che non mi assumo la responsabilità dei virgolettati che riporto a scopo d’informazione con qualche brivido di disagio e un mestolo di schifo. Intanto smettiamola con tutti questi inglesismi inutili visto che per fortuna parliamo, chi più chi meno, una delle lingue più belle al mondo. Usiamo il termine corretto: non si dice curvy, si dice cicciottelle. La mamma non vi ha proprio insegnato nulla. Non parliamo neanche della parola “Normale” perché oltre a voler dire di tutto e di più, è spesso usata scorrettamente e sinceramente ad essere normali a questo mondo può solo venir nausea. In un mondo in cui è “Normale” andare in guerra per imporre la democrazia in Paesi che non conosciamo (come se la democrazia fosse la nuova penicillina), in un mondo ci sono Paesi, come il nostro ad esempio, in cui non si può decidere di porre termine alla propria vita perché questa è un dono di Dio (N.B. non siamo più uno stato cattolico), in cui la marijuana non è legale, mentre lo sono sigarette ed alcol a dispetto di ogni analisi statistica, sinceramente io starei bene attento a definire qualcuno “Normale”. C’è il rischio che si offenda, a ragione per giunta. Ma torniamo alle modelle, le ragazze, come ho detto prima, non sono le classiche ultra gnocche, ma questa non è la novità che mi ha colpito di più: non sono state photoshoppate. In un mondo di filtri, luci televisive e immagini ritoccate, le modelle appaiono in foto come mamma le ha fatte. Ed era anche ora, perché alla luce del quasi terzo decennio del terzo millennio dopo Cristo ci siamo accorti (forse) che ritoccare le immagini creando modelli di bellezza impossibili, inarrivabili, ma soprattutto inesistenti, non ci fa bene. Adesso mi aspetto che domani qualcuno mi dica che se metti dell’acqua in una pentola sul fuoco questa bolle. Ora, di sicuro H&M non lo ha fatto perché sta puntando al nobel per la civiltà o perché spinta da uno spirito di compassione nei confronti di chi come me ama il tiramisù e la cioccolata. Sicuramente sotto c’è una campagna marketing ben studiata che avrà più o meno successo, ma intanto è un primo passo. Verso cosa? Il benessere mentale innanzitutto perché tenersi in forma è questione di benessere fisico e non può farci che bene, ma cercare di arrivare a un obiettivo irraggiungibile non può che nuocere alla psiche e di conseguenza anche al corpo. Non è tanto una questione di bellezza esteriore: tenete ben a mente che le modelle lo fanno di lavoro, quindi mentre voi siete a lavoro seduti in ufficio loro sono in palestra ad allenarsi seguite da personal trainer e un dietologo (almeno); mentre voi a cena vi concedete l’all you can eat di sushi a 20€ mangiando tutte le riserve di salmone della Norvegia con tanto di dessert, loro hanno visto l’ultimo dolce alle elementari probabilmente. Il vero problema è il foto ritocco: questo va a togliere i piccoli difetti che nonostante i sacrifici anche le modelle e gli attori hanno, redendo non loro, ma quello che viene riprodotto nelle immagini del tutto inarrivabile.

Prima di chiudere voglio sottoporvi un problema e proporvi un film documentario. Prima di elogiare H&M per la scelta delle modelle, lo sapete da dove arrivano i loro abiti? Ovviamente non parlo solo di questo marchio, ma praticamente di buona parte delle case di moda “Low cost” e non solo. Vi siete mai chiesti come sia possibile che i loro abiti costino così poco? Lo sapete che i vestiti non crescono sugli alberi? Cercate “The True Cost”. Pro Tip: disponibile su Netflix.

Buona nausea.

 

K0

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