A Beatrice Portinari

beatrice portinari

Qui giace l’Amore,

sotto un debole raggio di sole,

sotto una rosa senza candore,

sotto una gelida lastra di marmo

veglia eterna di un fragile corpo

i cui teneri piedi purtroppo

mai più si bagneranno delle acque dell’Arno.

Dietro la vista annebbiata

di un umido ed incessante pianto,

accanto ai petali di una rosa spiumata

sopra un volto un tempo così spesso amaranto.

Reclama ogni dono il buon Dio,

figurarsi il più bello!

Ti avrei alla morte celata con un vello

o essa convinto che sua scelta foss’io,

se solo la sua nemica costretto non m’avesse

di lontano da te esser condotto nel suo calesse.

Lacrime vane io piango

mentre prego di raggiungerti entro l’anno,

magra consolazione mi resta:

nell’inferno del rimembrar le tue gesta

io sono costretto inerte,

mentre per esse tu erri nel paradiso celeste.

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