Il canto del cigno

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Sono un cigno che muore. Chiuso in un angolo di questo mio lago ghiacciato raccolgo le ultime forze per esalare il mio unico ed ultimo canto. Nascosto alla vista di tutti permetto che il mio lamento si libri libero nell’aria lasciando al mondo l’opportunità di ascoltarmi, ma non di veder morire il mio animo.

L’acqua è gelida e sembra aumentare di livello o forse sono io che non ho più la forza di nuotare, l’aria si allea con essa per rincarare il freddo che ormai non si limita più ad intaccare solo il mio corpo, il mio piumaggio. La luce della luna gioca con i miei occhi stanchi a mostrar loro riflessi di vita su uno specchio in movimento, la riva che potrebbe alleviare le mie sofferenze è così vicina, ma non voglio, non avrebbe senso, non più. Ho voluto io tutto questo ed è giusto che io ora sia qui a cantare. Esprimo tutto il dolore, le sofferenze e le lacrime non piante in un inno alla vita, non alla morte. Io ho perso la mia esistenza, voi non seguite le mie orme, vivete. Finire così non ha significato alcuno. Vivete! Come monito valga il mio canto, serva la sua triste memoria come stimolo ad un quotidiano impegno ad inseguir la vita. Lasciatemi ora, non ascoltatemi più, le lacrime di un’esistenza sono giunte a reclamare i loro interessi, i dolori nascosti per anni sotto gioviali sorrisi stanno abbattendo le porte del mio cuore per poter finalmente reclamare i loro spazi. Fuggite prima ch’essi vi raggiungano. Vi sfiorino. Lasciate a me le mie pene, è giusto che divorino il loro carceriere, ma non altri. Non temete, presto questo strazio cesserà ed io con esso. Nulla infastidirà più il vostro udito, solo un giovane corpo sfamerà i pesci del vostro stagno. Lasciatemi ora, nessuno voglio ad accompagnare le mie ultime note, così come nessuno ho voluto rimanesse con me a scoprire la mia anima.

Coprimi acqua! Non permettere all’aria di alimentare il freddo e i miei polmoni, non lasciare che altri mi trovino. E voi nuvole nascondete quel falso sole, fin troppo ha giocato con i miei occhi complici. E voi chiudetevi! Dannati traditori, una volta per tutte. Così sia. Lascio alla mia ultima nota il compito di dirti addio vita mia, fedele compagna di una corsa giunta alla sua fine anzitempo. Vivete!

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