I limiti della Libertà

dal web.

La libertà è sopravvalutata. Lo dico sempre alla mia gatta quando all’aprirsi della porta di casa si avvicina all’uscio per guardare cosa c’è al di là della soglia. Il maschio invece quando ha la sventura di trovarsi in prossimità della porta in fase d’apertura tende a fuggire quasi stesse rischiando di andare incontro alla più grande disgrazia della sua vita. Forse non ha tutti i torti.

“La libertà (…) non consiste nell’avere un buon padrone, ma nel non averne affatto”. A dirlo non è la mia gatta indossando una maglietta del Che, né il primo stolto che passa, bensì il ben noto Cicerone. La storia non riporta se anche lui lo dicesse parlando ai suoi gatti.

La libertà a mio avviso può concretizzarsi in cinque forme principali, ognuna delle quali ha come ogni cosa a questo mondo, dei pro e dei contro:

  1. Libertà intesa come indipendenza;
  2. Libertà intesa come possibilità di scelta;
  3. Libertà di pensiero;
  4. Libertà d’espressione;
  5. Libertà d’azione;

Procedendo in ordine partiamo dall’accezione di libertà tanto bramata dalla mia gatta. Indipendenza. Quella che i vostri genitori vi promettevano da piccoli al raggiungimento dei 18 anni, ma che improvvisamente, al raggiungimento della maggiore età, veniva rimpiazzata dalla tipica frase: “Finché sei in questa casa…”. Quella che alla prima notte nel vostro primo appartamento vi ha fatto sospirare e sorridere. Prima di scoprire, il mattino seguente, che i piatti non si lavano magicamente da soli nel corso della notte. Bella l’indipendenza, ci fa sentire così fieri di noi. Ricordatevi che nella vita c’è sempre un “Ma”, un lato B, il rovescio della medaglia. Adesso che siamo liberi dobbiamo badare a noi stessi. Cercarci un posto dove stare, qualcosa da mangiare, pulire, sistemare, lavare i vestiti, stirarli (forse), pagare le bollette, pagare l’affitto e dunque lavorare, incastrare il tutto con i nostri mille altri impegni giornalieri e non farlo solo oggi o domani, ma fintantoché la nostra libertà perdurerà. Bella fregatura.

C’è poi chi identifica la libertà con la possibilità di scegliere. Il suo motto in genere è il seguente: “Sono IO l’artefice del MIO destino!”. Molto romantico. Molto romanzato. Parliamoci chiaro, dover scegliere è una merda. Soprattutto se si tratta di scelte importanti, quelle che possono condizionare l’intera nostra vita e magari anche quella di chi ci sta attorno. Non mi riferisco a quelle scelte che attanagliano le giovani vite post liceo, come la scelta della facoltà, dell’università, del dove andare in vacanza, del dover frequentare Tizio o Caio, magari entrambi con l’aggiunta di Sempronio. No, per quelle c’è quasi sempre la possibilità di porre rimedio in qualche modo, anche se non a costo zero (e occhio alle malattie veneree). Parlo del dover decidere di troncare una relazione, del dover lasciare una situazione stabilizzata ormai da anni per poter crescere nonostante tutto questo ci ferisca, parlo del dover scegliere se sopprimere o meno il nostro caro animale domestico che soffre così tanto, ma allo stesso tempo ci accompagna da molti anni, parlo del dover decidere come gestire una malattia terminale di un tuo familiare. Parlo di tutti quei casi in cui l’unica scelta che vorresti poter fare è quella di non scegliere.

Abbiamo fin qui potuto notare come la nostra libertà sia legata all’esistenza di una o più persone al di fuori di noi. Nelle ultime tre accezioni il legame risulta ancora più evidente.

La libertà di pensiero, la più grande bugia. Vi pongo una domanda. Siete in grado di identificare il confine del vostro pensiero? Sapreste indicare con certezza fin dove un pensiero arriva ad essere completamente ed originariamente vostro e da dove parte la corrente di quel miscuglio di elementi che ogni giorno, da quando siete nati, influenza la vostra vita? La vostra educazione, gli insegnamenti dei vostri cari, la morale della vostra religione, i “Valori” della società in cui vivete. Se siete onesti con voi stessi la risposta sarà no. Non perché siete degli esseri monocellulari privi di una propria volontà, non tutti almeno, ma perché semplicemente il vostro “Io” viene seppellito, turbato, formato, coniato e amputato in base al luogo e al tempo in cui nascete. Alle vostre condizioni economiche e sociali. Al credo di chi vi sta attorno. All’evolversi della società in cui trascorrete le vostre 24 ore giornaliere. L’assoluta libertà di pensiero non può esistere. A meno che non siate nati in una grotta e non abbiate mai avuto rapporti umani nell’intero corso della vostra vita.

“Lasciami dire almeno quel cavolo che voglio”. Eh no Ciccio, non credo proprio. Tolti i limiti insiti nel linguaggio a causa dei quali il “Vostro” pensiero già rimodellato da quanto detto sopra, viene poi di fatto pressato dentro tanti piccoli contenitori che sono le parole della vostra lingua, amputando ulteriormente il frutto della vostra immaginazione, rimane un ulteriore limite: l’offesa altrui. Nella società odierna, tendenzialmente la migliore per quanto riguarda i diritti umani, almeno così ci viene spacciata, ogni volta che qualcuno apre bocca per pronunciare una frase di senso compiuto c’è qualcuno che si sente offeso e che ci tiene molto a querelarvi. Per non parlare poi delle offese a Dio che in veneto costano ormai 400€ l’una. Quanto costa la coca al grammo?

Come logica conseguenza, se non possiamo dire quel che pare, figurati se possiamo fare quello che vogliamo. Leggi, morali e valori dettano passo per passo quello che possiamo e non possiamo fare per non finire in prigione, all’inferno o esiliati. Ogni nostra azione ha sempre almeno una conseguenza e di questa dobbiamo tenerne sempre conto. È nostra responsabilità. Se mangiate ingrassate, se non fate sport ingrassate, se state tutto il giorno al pc ingrassate. Spiegatemi qui dove sta la liberà. Spiegatemi come faccio io, di questo passo, a superare la prova costume.

Se a tutto quello che abbiamo fin qui detto aggiungiamo i limiti della nostra natura, l’impossibilità di muoverci avanti e indietro lungo la linea temporale, su e giù attraverso i vari passaggi di stato, il dover sottostare alla forza di gravità, all’invecchiamento, all’impossibilità di bagnarci due volte nello stesso fiume, capite bene quanto sopravvalutato sia il concetto di libertà per come lo conosciamo noi.

Saremmo assolutamente liberi solo se fossimo esseri incorporei privi di spazio-tempo e solo se fossimo l’unico essere nell’universo. Se già solo ce ne fosse un altro sarebbe sempre lì a dirci che abbiamo di nuovo lasciato le nostre particelle in giro. Non so perché, ma quest’ultimo lo immagino in qualche modo femminile.

Nel piccolo della nostra limitata natura umana l’unica possibilità che avete di essere liberi è quella di ritirarvi in un deserto sperduto. Vi avviso che non ci è riuscito nemmeno Giovanni Battista.

Buona fortuna.

K0

Un pensiero su “I limiti della Libertà

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...