Ciao Papà

Che cos’è la morte per chi rimane Se non il più grande dei quesiti? Non è forse vero che buona parte del dolore Non è altro che assenza di risposte? Dove sei? Dove sei andato? Perché tu? Perché a me? Perché non hai fatto nulla per evitarlo? Avresti potuto? Avrei potuto fare qualcosa? Che cosa? Perché non ho fatto niente? Come ho potuto non fare nulla? Ti ho mai detto di volerti bene? Te ne sei ricordato un attimo prima di andartene? Ti ricorderai di me? Ti ho dimostrato a sufficienza il mio affetto? Come stai? Cosa si prova a … Continua a leggere Ciao Papà

Albedo

In albedo di vita mia l’orbe stolto scelsi, il bagliore scemo seguii. Per dolori e rovi mi condusse sino a ripa di burrone. Quivi con li occhi all’aere rivolti serpeggiai danzante su ‘l confine, pascendo me stesso d’illusione, m’estasiai d’apparenza degli incuranti traumi disaccorto. Ma lo buon astro che d’esistenza mia si cura inciampar mi fe’ e lo capo il suol baciar. Tosto che li occhi apersi scorsi un orbe argenteo funger da specchio ad altro lume. Seppi allor quanto errato avessi, dei dolor m’accorsi, ma ad essi un maggior ne aggiunsi. Rivelatomi che la risorsa mia gettai, sconforto e … Continua a leggere Albedo

About me

Salve a tutti, dovrei cominciare dal nome, ma ho scelto di non rivelarlo, non per ora quanto meno. Comincerò dal soprannome dunque: K0, 0 come Zero, non come Otranto. Ho superato ormai da qualche anno la soglia dei trenta, ma quella dei quaranta è ancora lontana. Vivo a Milano. Ci sono anche nato a Milano, ma ho origini mediterranee, come molti “Milanesi” ormai. Lavoro da molti anni nel centro storico della città anche se l’augurio è quello di cambiare presto. Adoro gli animali, su tutti le capre e i gatti, ne ho due (gatti), un maschietto e una femminuccia. Due … Continua a leggere About me

Sekhmeth

Non sento il dolore delle ossa rotte, Non il bruciore del sudore sui tagli lungo la mia pelle, Non la fatica della corsa nei miei muscoli, Non il fastidio della tempesta di sabbia nei miei occhi, Non il peso di un incoerente giudizio. Il mio essere colma sé stesso fino all’esplosione, Espandendosi come sole inonda ciò che lo circonda, La non curanza spezia un’energia antica, Sempre nuova, sempre vulcanica. Non v’è distesa impercorribile, Non v’è ostacolo imbattibile, Non v’è nemico insopprimibile, Non v’è fato irreversibile. V’è solo potenza, V’è solo moto, V’è solo obiettivo, V’è solo fuoco. Continua a leggere Sekhmeth

Il canto del cigno

Sono un cigno che muore. Chiuso in un angolo di questo mio lago ghiacciato raccolgo le ultime forze per esalare il mio unico ed ultimo canto. Nascosto alla vista di tutti permetto che il mio lamento si libri libero nell’aria lasciando al mondo l’opportunità di ascoltarmi, ma non di veder morire il mio animo. L’acqua è gelida e sembra aumentare di livello o forse sono io che non ho più la forza di nuotare, l’aria si allea con essa per rincarare il freddo che ormai non si limita più ad intaccare solo il mio corpo, il mio piumaggio. La luce … Continua a leggere Il canto del cigno

A Beatrice Portinari

Qui giace l’Amore, sotto un debole raggio di sole, sotto una rosa senza candore, sotto una gelida lastra di marmo veglia eterna di un fragile corpo i cui teneri piedi purtroppo mai più si bagneranno delle acque dell’Arno. Dietro la vista annebbiata di un umido ed incessante pianto, accanto ai petali di una rosa spiumata sopra un volto un tempo così spesso amaranto. Reclama ogni dono il buon Dio, figurarsi il più bello! Ti avrei alla morte celata con un vello o essa convinto che sua scelta foss’io, se solo la sua nemica costretto non m’avesse di lontano da te … Continua a leggere A Beatrice Portinari