About me

Salve a tutti,

dovrei cominciare dal nome, ma ho scelto di non rivelarlo, non per ora quanto meno. Comincerò dal soprannome dunque: K0, 0 come Zero, non come Otranto. Ho superato ormai da qualche hanno la soglia dei trenta, ma quella dei quaranta è ancora lontana. Vivo a Milano. Ci sono anche nato a Milano, ma ho origini mediterranee, come molti “Milanesi” ormai. Lavoro da molti anni nel centro storico della città anche se l’augurio è quello di cambiare presto. Adoro gli animali, su tutti le capre e i gatti, ne ho due (gatti), un maschietto e una femminuccia. Due angeli di giorno, due demoni di notte. Soprattutto il maschio. A volte vorrei farlo esorcizzare solo per capire da quale diavolo è posseduto. Li amo tanto. Ho una passione per l’antico Egitto, quello antico, la sua mitologia, le piramidi ed in generale tutto quello che riguarda la sua storia. Spero di riuscire a visitarlo presto. Mi sono interessato per molti anni di religione. Ho ricevuto buona parte dei sacramenti cattolici, non sono sposato e credo che ormai sia tardi per prendere i voti, ma gli altri dovrei averli presi tutti. Devo guardare sull’album delle figurine dei sacramenti. Non ricordo più bene quali e quanti siano. La mia memoria peggiora di giorno in giorno. Dicevo, religione. Ad un certo punto della mia crescita mi sono ritrovato ad essere ateo, non ricordo bene come successe, ma fu abbastanza naturale. Così come qualche anno dopo lo fu il realizzare di essere già da un po’ su un cammino che mi ha condotto ad abbandonare il Cristianesimo per altri lidi, molti dei quali sono stati per lo più temporanei. Nessun sacrificio umano, giuro. Ora come ora posso solo dirvi che non penso che la mia ricerca sia giunta al termine, ma sia un po’ rallentata e cullata, come un viandante che nel deserto raggiunge un’oasi dopo molti giorni di cammino, ma ancora non ha raggiunto la sua meta. Negli ultimi dodici mesi sono successe molte cose. Mio padre è morto, così come anche il mio cagnolino che ho avuto per quasi vent’anni, ho dovuto lasciare casa mia per stare vicino a mia madre, si è chiusa una relazione di due anni ed ho incontrato una persona molto importante con cui andrò a convivere a fine mese. Più varie ed eventuali, un po’ meno importanti. Diciamo che sto cominciando a riprendere fiato adesso. Ho una sorella che adoro. Non gliel’ho mai detto.

Ho scelto di celarmi dietro a un soprannome per due principali motivi: privacy e simbolismo. Lo spazio personale è sacro, una maschera spesso ci aiuta ad esprimerci liberamente, inoltre voglio che quel che scrivo sia staccato da chi sono in quanto ci tengo a dar più peso al suo contenuto che alla sua forma, vorrei che mi si leggesse non per chi sono, ma per quel che scrivo. Questo è il mio punto di partenza. Il mio zero. Sono affascinato dal concetto dello zero e dell’apparenza sotto cui nasconde molte cose. Siamo abituati a pensare che esso sia sempre il principio di tutto, mentre spesso è semplicemente un reset, un fermarsi. Nel corso della nostra vita non si parte mai da zero, neanche quando nasciamo. Già in quel momento siamo condizionati dalla nostra genetica, dai nostri genitori, dal luogo in cui nasciamo e molto altro. Lo zero è semplicemente un atto di volontà. Un dire “Io, adesso, parto da qui”. Prendiamo atto del nostro passato, cerchiamo il nostro obbiettivo nel futuro e tendiamo il nostro arco scagliando la nostra freccia con la migliore delle intenzioni e la più forte delle speranze. Può andar bene e può andar male. Serve molta pratica e molta volontà. Perché la K? Ho sempre associato questa lettera al concetto di chiave, Key, in inglese. Sono convinto ci sia una chiave per ogni porta, un modo per riuscire in tutto, uno strumento per continuare la nostra evoluzione personale ogni giorno. Ho sorriso quando ho notato che mettendo i due simboli in sequenza si andava a creare una sorta di richiamo al “XOXO”, baci e abbracci, che chiude molti messaggi anglofoni. A quel punto il gioco era fatto.

Quando scrivo ci sono sempre musica e una tisana (e una coperta per ora, ma spero che la primavera si ricordi dell’imminente giugno). La musica è molto spesso senza parole. Mi distrae riconoscere suoni anche inconsciamente. Preferisco delle semplici note che mi aiutino ad astrarmi.

Perché un blog? Mi piace molto scrivere, ma sono anche molto pigro ed incostante. Il blog richiede tempo, dedizione e costanza. L’ho scelto più o meno per gli stessi motivi per cui si scelgono delle scarpe correttive. Per camminare meglio e magari un giorno arrivare a correre.

Vi ho parlato di frecce ed obiettivi. Il mio? Condividere pensieri riguardo al mondo che ci circonda il più possibile senza filtri falsi e perbenisti, in maniera diretta e, spero, stimolante. Ho scelto di farlo a tratti sarcasticamente perché credo sia molto importante sapersi prendere in giro, in qualche modo ci aiuta ad abbandonare la posizione che abbiamo assunto e vedere il mondo con occhi nuovi anche solo per qualche momento. Ho condito il tutto con qualche scritto più intimo, mi riferisco alla sezione “Versi & Prose” e il mio piatto è servito. Ora sta a voi assaggiarlo. Non abbiate paura, la prova costume è ancora lontana.

K0